Questa sezione è dedicata ai vostri racconti piu' o meno erotici di vita quotidiana o di pura fantasia

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DADO
ANALISI DI UNA STORIA

Analisi  di  una  storia

 

Di te non resterà che la tua natura un poco selvaggia, il tuo sorridere mentre parli al telefono, lo scorrere dell’ acqua mentre fai il bagno, i tuoi progetti semplici e concreti per il futuro, il tuo rannicchiarti sotto le coperte, oppure farti trovare con gli attenti occhi scuri a sbirciare da sotto le coperte la televisione.

Così avevo imparato a conoscerti quando la sera dopo aver guardato insieme coricati la televisione te ne andavi a dormire di là nell’ altra stanza chiudendo la porta per ritirarti nel tuo mondo. Quei momenti in cui riuscivamo a stare insieme nel ritiro di casa mia erano piacevoli,erano quasi la compensazione per le piccole lotte di ogni giorno, e la sera mi sentivo coccolato da quel tuo chiedermi se potevi prepararmi qualcosa.

Ma il nostro fragile equilibrio si scontrava con il mondo esterno che implacabile e spesso disumano si oppone a qualsiasi ordine che non sia quello freddo e rigido delle leggi del vivere.

Non so  se il nostro sia stato un incontro dovuto ad una serie di circostanze e alla mia voglia di avere accanto qualcuno, che mi accettasse così come ero, ma tutto ciò che cerchiamo di fare per liberarci dalla nostra solitudine ha il valore ed il significato che si può attribuire alla voglia di costruire qualcosa  che assomigli alla normalità della vita degli altri.

“Così è se vi pare” recita il titolo di un famoso scritto, e ciò che pare agli altri sia giusto deve divenire legge anche per te. Non contano i motivi le circostanze, le intenzioni, forse la nostra stessa presenza scomoda e imbarazzante fa terminare tutto.

Così confusi e stanchi cercavamo conforto e sostegno l’ uno nell’ altro rendendoci goffi e impacciati agli sguardi degli altri.

Ricordi del nostro primo incontro di una portiera aperta verso di te, del mio pensarti oggetto del desiderio che poi la ragione spegneva poco più tardi.

Ma con te ho insistito convinto che il mio modo d’ agire fosse risolutivo del mio anelare e giusto

nell’ aiuto che ti offrivo. Così abbiamo continuato a frequentarci, io anche per paura della mia disperata solitudine e tu perché pensavi in un destino migliore di quello che ti era stato riservato fino a quel momento.

Illusi che il sogno di un tenero affetto potesse salvarci dalla realtà, tutto si è un poco alla volta dissolto e di te forse non resteranno che le tue foto in cui la tua immagine è evanescente nella luce che sfuma dell’ inquadratura.

 

D.S..