Questa sezione è dedicata ai vostri racconti piu' o meno erotici di vita quotidiana o di pura fantasia

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CRISTIANO
MEGLIO DI MANUELA

Marco mi chiamo sul cellulare che erano le 17.30 di venerdì di primavera. Dal tono di voce capì che era abbastanza arrabbiato e mi chiedeva di poter passare da casa mia per chiacchierare un po’. Marco è un amico, ed io ad un amico o potevo voltarli le spalle, soprattutto perché capì che Marco necessitava di svagarsi un po’. Da circa un paio di mesi aveva rotto con Manuela, uno sballo di ragazza con due seni sodi e un sedere favoloso. Mediterranea, estroversa, libertina, un pò troppo per Mario serio studente universitario. Con lei aveva passato sei mesi allegri divertenti, ma anche sei mesi fatti di gelosie, sospetti. Manuela non passa inosservata. Questo lei lo sa, anzi, spesso  fa di tutto per mettersi in mostra. Conosco Manuela da molto prima che lei si mettesse con Marco. In un certo senso avevamo avuto un flirt così ai primi incontri, misi in guardi il mio amico su chi era quel gran pezzo di figliola di Manuela. Marco però, ne era completamente assuefatto, bastava che lei sbattesse le ciglia e lui andava in orbita.

Quel pomeriggio accetti l’invito di Marco dandogli appuntamento al bar. Erano circa le 18:30 quando lo vidi seduto al tavolo a consumare il caffè. Mi sedetti ordinai pure io un caffè e dopo alcuni bla-bla-bla Marco diede vita a ciò che li rodeva. “Sai, avevi ragione tu non dovevo fidarmi, con una come lei….” Lo interruppi dicendogli “Marco, io non ti ho mai detto che non dovevi fidarti. Ma solo che avevate stili di vita diversi….e poi questo è il classico atteggiamento stipino e infantile” Lui riprese: “Si, si….ma lo sai cosa ha fatto??? Ieri sera mi trovavo al classico pub in cui andiamo sempre e lo trovata in compagnia di un omone di colore. Che va beh che hanno il cazzo più grande….ma….lei mi ha visto è ha iniziato a fare la civetta, facendosi maliziosamente accarezzare senza lasciare lo sguardo su di me…..” “ E tu…” feci io. “Beh un po mi sono eccitato, ricordavo il suo corpo, i suoi seni…ma poi non ho resistito e sono andato via” disse lui. “ A casa non mi toglievo dalla testa quel suo sguardo malizioso. Immaginavo quel uomo di colore che se la scopava col su membro enorme in quella dolce fica che fino a ieri ospitava il mio di membro….e immaginando, immaginando i sono fatto una sega.” Mi rispose e concluse “ amico sono messo male”. Sorrisi,  e come si conviene tra amici li dissi “Per una sega quante storie…”.

“Non capisci” riprese lui “ il punto è che io ho una gran voglia di scopare…..” “e allora scopa…” risposi io. Mi chiese un favore, un favore che solo ad un vero amico li si chiede: “Ti andrebbe di andare a mignatte. Pago io….” Ciò che mi chiese mi lascio un po’ confuso. Ho scopato in situazioni particolari, spesso partecipando a feste con Escort, ma a mignatte di quelle che trovi per strada non mi era mai capitato.  Marco mi chiedeva di farlo. La cosa mi eccitò e in più mi sembrava un'altra avventura da fare con un vero amico acettai.  Prendemo la mia macchina e ci avviammo lungo il viale curvato dove lavoravano le lucciole. Facemmo un paio di giri, saltando solo la parte di strada riservata ai trans. Marco era diretto verso le Nigeriane, voleva un negra diceva, una negra con un culo di marmo. Anche a me l’idea non disgustava anzi, farmi una mignatta slava, rumena o polacca non mi andava. Anche io volevo una negra con un culo di marmo. Ci fermammo dove sostava una che indossava un tanga micro, colore bianco che contrastava con quella pelle petrolio. Ci mostro il culo. Sodo, liscio vellutato. Si avvicinò al finestrino e disse “Andiamo belli….50 bocca, fica culo…tutto” Aveva delle labbra a ventosa. Era bella. Lineamenti rudi ma sensuale, una terza forse, traspariva dal reggiseno bianco anch’ esso. Ci accordammo, accostammo la macchina e scendemmo su uno sterrato che costeggiava la statale a piedi. Lei disse uno alla volta ed io invitai Marco ad iniziare. Lui la pago. Lei prese il preservativo, lo infilò sull cazzo di Marco e inizio a succhiarlo. Accesi una sigaretta, mi sedetti su un masso e sentivo il mio di pene pulsare tra le mutande. Quelle labbra inghiottivano il pene di Marco che è abbastanza grosso che più veniva assaporato più si ingrossava. Li guardavo una farla e l’altro gustarsi quella pompa e anche a me cresceva la voglia. Mi accarezzavo il pene mentre praticamente mi mangiavo la sigaretta. Cambiarono posizione, prima però Marco le uscì fuori le tette lei disse “anche queste???” e Marco “voglio tutto di te” Poi si sfilò il tanga, si sdraio su un materasso messo li a posta per i clienti e allargando le cosce invito Marco a scoparla. Dalla mia visuale non vedevo granchè. Ciò che vedevo era Marco sopra di lei rivolto verso me che iniziava a sbatterla con veemenza. La nigeriana sdraiata buttò la testa all’indietro forse per vedere cosa facevo io, e mi vide accarezzarmi il pene tra i pantaloni, un po arrossato per l’eccitazione che provavo. In effetti volevo soltanto che Marco si sbrigasse in modo che toccasse a me farmi quella pantera nera. Lei si passò la lingua tra le labbra, credo che capiva che la desideravo e che vederla scopata da un atro faceva crescere il mio desiderio. Marco ansimava, mugulava di piacere e intanto la chiamava Manuela. Credo che anche lei cominciò ad eccitarsi. La situazione la intrigava. Avrà avuto più o meno 25 anni e sia io che Marco non eravamo dei vecchi, ne volgari, anzi eravamo due insospettabili bei ragazzi che erano andati a puttane. Dopo un po’ il mio amico venne sborrò di gusto. Lei per rendere perfetto il suo lavoro lo pulì con un fazzoletto si fece dare un bacio in guancia e poi mi sorrise e quel sorriso equivaleva ad un ora tocca a te. Mi avvicinai, la mia erezione si scorgeva stretta tra i jeans e i boxer. Lei era senze mutande, le tette fuori dal reggiseno. L’abbracciai stringendole le chiappe e li dissi “voglio il tuo culo”. Mi sbottonò i pantaloni lo prese in mano, di nuovo sorrise e nuovamente si passò la lingua tra le labbra. Dopo avermi infilato il preservativo si girò, si appoggiò ad un muro in posizione leggermente piegata ed dopo averli inumidito il buco infilai il mio cazzo bianco nel suo culo nero. Leggeri i prmi colpi, andava a pari passo con il dilatarsi della’apertura e la mia erezione che diventava sempre più dura. Avanzavo piano piano come una sonda lanciata nellao spazio. Toccavo la sua passera con la mano, la senti umida. Adesso ne ero certo. Anche lei cominciava a piacerli quel gioco. Le chiedevo se mi sentisse mentre la penetravo, cercavo conferme, mugolii di piacere provavo a farla godere, godere come stavo godendo io e lei cominciò ad ansimare ma non per finta. Diceva “dai, dai…mi piace” guardai Marco che sorrideva si teneva in mano il cazzo stanco. Con lo sguardo lo invitai ad avvicinarsi. Lo fece li accarezzo la nuca e lei girandosi si prese in bocca nuovamente quel cazzo. Io la afferai per i fianchi aiutandomi in una maggiore spinta. Adesso la inculavo per bene. E lei si mi aiutava in questo, strigeva le chiappe per lasciarlo li dentro mentre succhiava vidamente il pisello di Marco. Senti la mia capella aprirsi e lasciar passare lo sperma ero venuto dentro il suo culo dopo un po anche Marco venne nuovamente si senti stravolto e disse basta. Io mi sfilai il preservativo avevo ancora voglia di quello spettacolo scuro come il cielo. Lei si mise in ginocchio, io la spinsi per la nuca e mi ritrovai il mio cazzo nella sua gola. “Succhialo per benino” li dissi “ripuliliscilo e farlo tornare grande” e lei lo fece ridiventare grosso in poco tempo. Leccandomi l’asta fino a mordermi le palle. Oltre i capelli non riuscivo a toccarle di più ed io volevo toccarla. Staccai un attimo, mi sedetti sul materasso e feci in modo che lei si sedesse copra il mio cazzo accogliendolo nella fica. Galoppava quella pantera, con le mie mani sul culo e la mia lingua che cercava le sue tette. Stavolta ero senza preservativo preso dall foga me ne accorsi mentre sentivo quel calore nella mia carne, la sua umidità nella mia cappella. Ne anche lei se ne accorse perché godeva e godeva da urlo. Mi sdraiai aumentando la mia penetrazione a ritmo che scandiva lei. A volte il mio pene scivolava fuori ma la sua mano in fretta lo ricacciava dentro, prima di venire usci definitivamente dal sua fica, la misi a pancia in su e li sborrai addosso. Poi prima di concludere lei strinse il mio pisello tra le tette prima che si ammosciasse del tutto. Marco era già rivestito e abbastanza soddisfatto. Io mi alzai i pantaloni mi sistemai, anche la nostra bella Nigeriana si era già rimessa a posto pulendosi dal mio sperma con un fazzoletto. Poi la strinsi di fianco a me, e con una mano sul suo culo e rivolto verso il mio amico dissi: “Meglio di Manuela…”